L’indice del dollaro USA (DXY), che misura la performance del dollaro statunitense (USD) rispetto a sei principali valute, sta vivendo una giornata davvero negativa, scambiando su livelli che non si vedevano da inizio ottobre intorno a quota 101,800 e registrando una correzione vicina all’1,80% al momento della scrittura (giovedì).

Il dollaro statunitense viene espulso dai portafogli mentre gli investitori rimpatriano liquidità vendendo le proprie partecipazioni in azioni statunitensi in mezzo a una forte correzione a livello globale.
I mercati stanno digerendo i dazi reciproci implementati durante la notte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con una tariffa globale del 10% come caso base minimo per i 60 paesi che esportano negli USA.
Tra gli effetti immediati della misura si segnalano:
- Un aumento dei costi sulle importazioni per le aziende statunitensi
- Una probabile risposta commerciale da parte dei partner colpiti
- Rischi crescenti per la stabilità del commercio globale
- Un impatto negativo sul sentiment degli investitori internazionali
Da lì, tutti gli altri dazi precedenti restano in vigore, il che significa, ad esempio, un totale del 54% di dazi sulla Cina applicabile da questo giovedì. Nel frattempo, il calendario economico quotidiano prosegue con i dati settimanali sulle richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti, l’indice ISM dei servizi e i tagli ai posti di lavoro Challenger relativi a marzo in uscita.
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Analisi tecnica dell’indice del dollaro statunitense: in rotta verso quota 100,00
L’indice del dollaro USA (DXY) si sta finalmente muovendo dopo essere rimasto in fase di consolidamento nella fascia 103,00-104,00 per quasi un mese. Con questo effetto shock sui mercati, il DXY scende sotto il supporto dei 102,00 e testa il livello tecnico di 101,90 giovedì. Una volta rotto questo livello, si aprirà un’ampia area per un’ulteriore svalutazione del biglietto verde, con l’obiettivo a ribasso posto al livello tondo di 100,00.
Con il marcato movimento al ribasso di giovedì, alcuni livelli di supporto sono diventati resistenze. Il primo livello da monitorare è 103,18, che ha tenuto come supporto per tutto marzo. Al di sopra, entrano in gioco il livello chiave di 104,00 e la media mobile semplice a 200 giorni (SMA) a 104,90.
Sul lato ribassista, 101,90 rappresenta la prima linea di difesa e dovrebbe riuscire a generare un rimbalzo, dato che l’indicatore di momentum RSI (Relative Strength Index) segnala condizioni di ipervenduto nel grafico giornaliero. Forse non questo giovedì, ma nei prossimi giorni, una rottura al di sotto di 101,90 potrebbe innescare un’ulteriore discesa verso quota 100,00.
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